Dopo anni segnati dal piano di rientro e dal commissariamento, la sanità pubblica molisana sembra avviarsi verso una fase di rilancio. A indicare un’inversione di tendenza sono alcuni dati sulla qualità dei servizi, secondo quanto riferito dallo Snami, il Sindacato nazionale autonomo medici italiani.
Il presidente regionale Federico Di Renzo cita il monitoraggio Agenas sulle liste d’attesa, che registra in Molise l’88,8% delle prime visite e l’88,6% delle prestazioni diagnostiche erogate entro i tempi previsti. Positivi anche i dati sull’assistenza domiciliare, con una copertura completa dei distretti regionali per i servizi monitorati, e sull’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico.
Un ulteriore passo avanti, secondo lo Snami, è rappresentato dal nuovo Accordo integrativo regionale della medicina generale, sottoscritto a gennaio 2026 dopo quasi vent’anni dal precedente. Il modello prevede una riorganizzazione dell’assistenza territoriale attraverso Aggregazioni funzionali territoriali, Case della Comunità e un lavoro integrato tra medici, infermieri, specialisti e professionisti dell’area sociale.
“Naturalmente gli accordi, da soli, non bastano: devono essere attuati, finanziati e accompagnati dal personale e dalle tecnologie necessarie”, ha sottolineato Di Renzo, evidenziando però come questi interventi rappresentino un segnale di superamento della fase di immobilismo.










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