«Basta promesse. Basta attese». È il nuovo appello della famiglia di Domenico “Mino” Racanati, l’uomo di Bisceglie disperso dal 2 aprile dopo il crollo del ponte sulla Statale 16. A quasi cinque mesi dalla scomparsa, il suo corpo non è ancora stato ritrovato.
La sorella Marisa denuncia i ritardi nelle operazioni di ricerca. Nel fiume Trigno, il 5 giugno, sarebbero state individuate masse ferrose forse riconducibili all’auto dell’uomo, ma le operazioni di dragaggio non sono ancora partite anche a causa del ritrovamento di ordigni bellici.
Anche la moglie Vanessa ha lanciato un appello sui social: «Mio marito non è una pratica burocratica, non è un fascicolo, non è un numero. Rivoglio mio marito. Non può essere dimenticato sotto quel fiume».










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